ia2023

Perché ia2023 – Editoriale di lancio

intelligenza artificiale

Uno dei motivi fondamentali della ideazione costruzione di ia2023, oltre al gran parlare e ragionare che si fa di questi tempi, è stata l’iniziativa – Provvedimento del 30 marzo 2023 [9870832] – del Garante della protezione dei dati personali, con la quale il Garante blocca ChatGPT, per “Raccolta illecita di dati personali. Assenza di sistemi per la verifica dell’età dei minori”.

Si è trattato, indubbiamente di un intervento forte, deciso e opportuno che ha cominciato a far capire come gli strumenti che si richiamano al concetto di Intelligenza Artificiale devono essere in qualche modo studiati, capiti e regolamentati.

Poco meno di un mese dopo, “OpenAI riapre la piattaforma in Italia garantendo più trasparenza e più diritti a utenti e non utenti europei”, dopo che “OpenAI, la società statunitense che gestisce ChatGPT, ha fatto pervenire al Garante per la protezione dei dati personali una nota nella quale illustra le misure introdotte in ottemperanza alle richieste dell’Autorità contenute nel provvedimento dello scorso 11 aprile, spiegando di aver messo a disposizione degli utenti e non utenti europei e, in alcuni casi, anche extra-europei, una serie di informazioni aggiuntive, di aver modificato e chiarito alcuni punti e riconosciuto a utenti e non utenti soluzioni accessibili per l’esercizio dei loro diritti. Alla luce di questi miglioramenti OpenAI ha reso nuovamente accessibile ChatGPT agli utenti italiani.” (dal sito Web del Garante della protezione dei dati personali).

Sempre dallo stesso Comunicato stampa del Garante, del 28 aprile 2023 si legge: “L’Autorità riconosce i passi in avanti compiuti per coniugare il progresso tecnologico con il rispetto dei diritti delle persone e auspica che la società prosegua lungo questo percorso di adeguamento alla normativa europea sulla protezione dati. L’Autorità proseguirà dunque nell’attività istruttoria avviata nei confronti di OpenAI e nel lavoro che porterà avanti la apposita task force costituita in seno al Comitato che riunisce le Autorità per la privacy dell’Unione europea.”

Il 2023 è l’anno in cui si comincia a ragionare in modo trasversale e diffuso sugli strumenti che utilizzano capacità di Intelligenza Artificiale, sulle implicazioni sociali, etiche, culturali, economiche, legali, lavorative, tecnologiche.

Su ia2023 troveranno spazio interviste, riflessioni, un indice ragionato di risorse e fonti disponibili e notizie che possono essere interessanti per cercare di capire meglio il fenomeno.

Grazie,
Pasquale Popolizio